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Non riesco più a camminare.
Mi accascio sulla terra secca vicino all'ultima 404 che ho raggiunto.
Il cavo che sporge da un angolo: non saprò dove conduce.

aveva ragione
- non usciremo mai da qui -
e credere di poterlə contraddire è stata la finzione con cui ho percorso ogni metro fino a qui.

Non c'è un'uscita da questo posto, forse non c'è nemmeno un'entrata. Può darsi che mi sia ritrovato qui, da un giorno all'altro, senza un chiaro motivo né spiegazione.

Mi si offusca poco a poco la vista e i cavi luminosi diventano macchie opache in mezzo al nulla. Vedo delle ombre passare loro davanti, cambiarne la forma e la consistenza, mentre mi abbandono.
Per non addormentarmi stringo il cavo che mi ha portato fin qui, me lo tiro sopra e mi ci aggrappo con quel che mi è rimasto. Alla fine mi sto trasformando nel cadavere che avevo paura di incontrare.

Certe cose finiscono ancor prima che riusciamo a dare loro un senso. Questo corpo è troppo stanco per poter continuare, per quanto con tutto me stesso, ancora, cerchi una via d'uscita che mi restituisca qualcosa che ho perso.

Resterò qui, senza voce, né mano per scrivere: anche da morto, esisterò in questo luogo.

È così, questo posto: congiunge quel che mai è stato insieme: la vita e la morte.
Quello che risiede nella grotta, ciò che è ricordato da queste pagine, è in bilico su cavi che oscillano tra il silenzio e la voce. Ciò che esiste qui, non è certo che viva. Ciò che esiste qui, è una sequenza di codici, caratteri, segnali elettrici perpetuamente in movimento, che trasportano cadaveri o corpi vivi sulle stesse imbarcazioni senza timoniere, su un mare di luci e collegamenti.

Scollego il cavo dalla pagina mentre le forze se ne vanno. Lo avvicino a questi occhi che non hanno visto abbastanza di tutto questo mare bianco. Le scintille escono deboli dall'estremità, sempre più vicine alle pupille

non ho visto abbastanza

Non chiudo le palpebre quando il freddo mi cuoce l'iride

non ho visto abbastanza

L'ultimo respiro non passa attraverso la gola

non ho visto abbastanza