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The requested URL /nowhere/ was not found on this server.Acceso e spento.
Bianco e nero.
1 e 0.
Organizzare il mondo è un artificio umano per poter
camminare. Attraversare la realtà richiede una bussola, come nel mare aperto e senza riferimenti.
0 e
1
Accettare l'inconsistenza dell'opposizione è il compromesso per poter sognare, inventare, trovare qualcosa
di nuovo.
0 e 1
Mi muovo nella grotta dirigendomi in tutte le direzioni possibili permesse dagli
incroci, dagli spazi condivisi, dai link ricostruiti.
0 e 1
Ero troppo stanco per avere soltanto un
paio di occhi e non trovare più i tuoi: riesco a infilarmi negli interstizi di una caverna di significati e
osservare da lontano il buio in cui sono immerso.
Viaggio alla velocità di impulsi elettrici che vanno da una
parte all'altra, immagazzinando scatti istantanei di ciò che mi circonda, legandoli l'uno all'altro come in una rete
geografica dell'esistenza di questo luogo.
Mentre scansiono ogni tragitto rivedo pagine che ho attraversato,
altre che ho scritto, rivedo anche il mio corpo morto, collegato a un cavo che si inserisce nelle orbite degli
occhi. Con la consapevolezza di non sapere quale sia il mio stato, proseguo nella ricerca della risposta all'unica
domanda rimasta: c'è un'uscita?
Ma mentre macino immagini di quello che mi circonda, le stesse ombre che ho
visto prima di spegnermi si riaffacciano nelle istantanee che raccolgo: sono ancora lì, non erano un'allucinazione
prima di esalare l'ultimo respiro. Rallento il ritmo, inquadro gli spazi, metto a fuoco i pixel che mi rivelano le
forme di quello che vedo.
Sono persone che si arrampicano di pagina in pagina, risalendo o scendendo i
dislivelli e aggrappandosi ai link che si stendono tra una 404 e l'altra. Più rallento e più ne vedo: sono ovunque.
Come ho fatto a non vederli prima? Ricoperti di stracci e terra vagano senza sosta alla ricerca di qualcosa. Perché
non ci siamo incontrati?
Vedo anche lui, sulla pagina 301: se ne sta di guardia sulla
piattaforma che la sorregge, sbraita e allarga le braccia verso tutte le direzioni. Il dolore che prova mi spinge
lungo altri collegamenti.
Cosa stanno facendo tuttə? Cos'è che rincorrono? Cercano anche loro
l'uscita?
Ognuno con una storia che non ricorda: si passano accanto l'un l'altrə come se non esistessero, i
loro occhi incapaci di vedere, ossessionatə da una sola esigenza che prende possesso di tutta la loro
persona.
0 e 1 : un perché a tutto questo, un senso che dia ordine a ogni cosa, una mappa delle cause e delle
conseguenze.
Poi vedo una pagina nera che ricordo: è dove per la prima volta ho visto le stesse scintille in
cui mi sono trasformato. Una 404 buia da cui non ho più fatto ritorno. Se ne sta al centro della grotta ed è al
centro di una stella di collegamenti che portano in tutte le direzioni. Deve voler dire qualcosa.
La
raggiungo in un solo attimo e ne osservo ogni dettaglio per trovare un ultimo indizio che ci liberi
tuttə.
Entro dentro, ritrovo il tubo da cui fuoriescono le scintille e, stavolta, mi faccio risucchiare senza
sentire dolore.
Ho trovato quello che cercavamo,